Contratti

Un messaggio su WhatsApp può bastare a concludere un contratto?

“Ok, facciamo così”: tre parole in una chat. Possono bastare a concludere un contratto valido? In molti casi, sì.

Il principio: libertà di forma

Nel nostro ordinamento, salvo che la legge preveda una forma specifica, il contratto si conclude quando le parti raggiungono l'accordo. Per la maggior parte dei contratti non serve una firma su un documento: l'accordo può risultare da un'email, da una chat, perfino da un messaggio vocale. La giurisprudenza ha più volte riconosciuto valore probatorio ai messaggi elettronici.

Le eccezioni

Alcuni contratti richiedono invece la forma scritta a pena di nullità. È il caso, ad esempio, dei contratti che trasferiscono la proprietà di beni immobili e dei relativi contratti preliminari: per vendere o promettere di vendere una casa una chat non basta. Altri contratti richiedono la forma scritta solo a fini di prova.

Il problema della prova

Anche quando il contratto è valido, resta da dimostrarne il contenuto: cosa è stato concordato, a che prezzo, con quali tempi. Messaggi frammentari o ambigui possono diventare oggetto di lite. Per questo, quando l'affare è importante, conviene mettere per iscritto le condizioni essenziali.

Ha un accordo informale che sta diventando un problema? Conservi integralmente le conversazioni, senza cancellare nulla, e ci contatti.

Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce parere legale. Ogni situazione richiede una valutazione specifica.

Parliamo della sua situazione

Un primo confronto serve a inquadrare il problema e a capire quali strade sono percorribili. Ci scriva o ci chiami: le risponderemo al più presto.